AMALFI 
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| Cenni
Storici |
La
tradizione narra che Ercole, amasse una ninfa di nome Amalfi, ma
il suo amore ebbe breve vita: ella si spense ed Ercole volle darle
sepoltura nel posto più bello del mondo e per immortalarla
ne diede il nome alla città che aveva costruito. Per la storia
invece fu fondata dopo la morte di Costantino; essa trae le sue
origini da famiglie romane che, imbarcate per Costantinopoli, furono
travolte dalla tempesta nel golfo di Policastro, vi avrebbero fondato
una «Melphes» l'attuale Melfi, poi trasferitisi più
a nord, avrebbero preso dimora nel luogo dell'attuale Amalfi, fondandola
col nome di «A-Melphes». Nel VI secolo diviene sede
vescovile. Fu retta a Repubblica, verso l'850 con due «prefetti»
annuali, poi da «giudici », ed infine da «duchi
dogi». Le esigenze di difesa e del commercio marittimo, spinsero
spesso Amalfi ad allearsi con i saraceni e Ludovico II, contro i
bizantini, che volevano ripristinare la sovranità dell'impero
d'Oriente. Per tutto il X secolo e l'inizio dell'XI, gli amalfitani
ebbero un'espansione commerciale ed una solida prosperità
economica. La ricchezza di Amalfi fu tale che Guglielmo Appulo scrisse
che nessuna città era più ricca d'oro, di argento
e di stoffe di ogni sorta e che vi si incontravano arabi, siculi,
africani e persino indiani. Si spiega così la ricchezza delle
sue consuetudini marittime, famosa la «Tabula Amalphitana»,
il codice marittimo più accreditato dell'epoca. Esso regolamentava
i rapporti fra padrone di nave e marinai e fra marinai e mercanti.
La stessa leggenda di Flavio Gioia, vissuto probabilmente agli inizi
del XIV secolo, conferma ad Amalfi il vanto d'aver per prima perfezionato
la bussola e fornito materiale delle prime carte nautiche medievali.
Dominatrice del mercato delle spezie, dei profumi, della seta e
dei tappeti preziosi, nel X secolo coniò il soldo d'oro,
il tarì d'oro e d'argento, che erano in circolazione nell'impero
greco, in Africa e nei principati longobardi. Queste monete erano
simili a quelle musulmane ciò a dimostrazione del fatto che
i rapporti commerciali erano molto sviluppati con gli arabi. Lo
sviluppo di Amalfi era dovuto in gran parte alla indipendenza di
cui godeva; ma la limitatezza del territorio e la debolezza militare
rendeva insicura questa indipendenza. Nel 1039 Guaimario V, principe
di Salerno, s'impadronì del ducato di Amalfi e stabilì
il dominio salernitano sulla città. Pressati dai salernitani,
gli amalfitani governati da Sergio IV si rivolsero a Roberto il
Guiscardo nel 1073. Salerno capitolò ma gli amalfitani dovettero
lasciar occupare la loro città dai Normanni, riavendo la
pace a costo della libertà. Nel 1343 una spaventoso maremoto,
descritto dal Petrarca, investì la costiera; gran parte dell'abitato
andò distrutto (con esso probabilmente anche il palazzo Ducale»),
furono sommerse le fortificazioni, i cantieri navali, i magazzini
e le attrezzature marittime. Cinque anni dopo, la famosa peste del
1348, descritta dal Boccaccio, completò l'opera di distruzione
fra gli uomini. Amalfi e le altre cittadine della costa ritornarono
all’economia tradizionale della pesca, dell'artigianato locale
e dell'agricoltura. Soltanto sul finire dell'Ottocento l'affermarsi
del fenomeno turistico ridiede incremento ad una città che
costituisce l'epicentro economico di tutta la costiera che da Amalfi
prende il nome.
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| Distanze
chilometriche |
da
Salerno Km 21, da Napoli Km. 45, da Roma Km. 243
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| Come
si raggiunge |
In
auto:
da Napoli autostrada Napoli-Salerno uscita Angri (via Valico di
Chiunzi) oppure uscita Vietri sul Mare oppure uscita Castellamare
di Stabia (via Agerola);
da sud autostrada Salerno-Reggio Calabria uscita Salerno, da Salerno
si raggiunge mediante la SS 163
In treno:
Stazione di Salerno km. 21
In autobus:
da Salerno partono ogni ora circa (dalle 6 alle 22.30) gli autobus
diretti ad Amalfi, che fermano in tutti i centri abitati ( soc.
SITA)
In aereo:
Aeroporto Capodichino di Napoli (km.42) ( www.gesac.it )
In barca:
Porto di Amalfi: il porto è protetto da due moli foranei
che ne delimitano l'accesso; all'interno vi sono alcuni pontili
per l'attracco. Nel periodo estivo l'ancoraggio, a causa dell'affollamento,
può anche essere effettuato su banchine mobili o su gavitelli
in porto, dati in concessione a privati.
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| Cosa
visitare |
Gli
Arsenali della Repubblica, sulla destra dell'ingresso degli Arsenali
si apre Porta della Marina, uno degli accessi medioevali alla città.
Vicino alla porta c'è la Chiesa di Santa Maria a Piazza o
di Porto Salvo, una piccola chiesa barocca. La strada si allarga
subito nella Piazza Duomo con al centro la statua di Sant'Andrea,
su cui si affacciano piccoli negozi. In posizione decentrata è
il Duomo che domina dall'alta scalinata. Lungo la fiancata sinistra
del Duomo, si innalza il campanile, quadrato, in stile romanico.
Sulla strada principale l'architettura amalfitana si rivela in tutta
il suo fascino: la strada è costeggiata sulla sinistra dal
Supportico Rua, un cunicolo imbiancato dalla volta a botte che si
apre in scalinate e vicoletti che conducono all'interno del paese.
Nel tratto finale, la strada si apre in Piazza dello Spirito Santo,
su cui si affaccia Palazzo Castriota (XV sec.), appartenuto alla
nobile famiglia albanese Castriota Scanderbeg. Sulla piazzetta si
trova una fontana con due mascheroni settecenteschi, da cui, risalendo
alcune rampe, si apre il piccolo largo su cui si affaccia la Chiesa
di Santa Maria Maggiore (fine IX sec.). Se ci si inoltra verso la
montagna la strada si restringe, e si imbocca la Valle dei Mulini
o delle Ferriere, interessante per la bellezza del paesaggio e per
alcuni esempi di archeologia industriale: i resti delle antiche
cartiere, di una ferriera e di una vecchia centrale elettrica. Precedono
Via delle Cartiere, alcune fabbriche, i resti antico mulino e in
una delle cartiere abbandonate, il Museo della carta. Sulla stessa
via si trova il piccolo ma interessantissimo Museo della civiltà
contadina. Il quartiere Vagliendola è situato nella zona
occidentale della città e si estende dalle case a ridosso
di Piazza Duomo fino all'albergo dei Cappuccini.
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| Festa
Patronale |
S.
Andrea
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| Eventi
e manifestazioni |
•
Discesa della Stella Cometa dal Monte Tabor (6 gennaio)
• Festa di San Giuseppe con processione che si ferma alla
piazzetta dei Dogi, dove viene acceso un falò (19 marzo)
• Festa di Sant'Antonio. La statua viene portata in processione
dal Convento di San Francesco, fino alla spiaggia di Atrani dove
la statua viene imbarcata, con al seguito le barche dei pescatori.
Viene portata fino al porto di Amalfi da dove poi torna alla Chiesa
di Sant'Antonio (13 giugno)
• Il 27 giugno si commemora un miracolo compiuto da S.Andrea,
nel 1544. Il busto dell'Apostolo, una scultura d'argento del barocco
napoletano, detta "o' viecchio", il vecchio, viene portata
in processione per le strade della città da uomini vestiti
di bianco. Giunta sulla spiaggia, i pescatori la prendono, la portano,
salendo di corsa, sulla lunga scalinata del Duomo, e lasciano offerte
di pesce fresco. In serata, si tiene uno spettacolo di fuochi d'artificio.
• Ogni quattro anni (terza domenica di giugno) si svolge la
Regata storica, a turno con le altreRepubbliche marinare (Genova,
Pisa e Venezia). Ognuna delle quattro città rievoca un momento
saliente della sua storia. Il corteo storico, in costumi medioevali,
parte dalla Chiesa di San Salvatore de Birecto ad Atrani, e giunge
al piazzale Flavio Gioia, da cui si può assistere alla regata.
• La gara si svolge su un percorso di 2000 metri. A Pisa si
tiene sulle acque dell'Arno, a Genova e ad Amalfi in mare aperto
e a Venezia nella laguna.
• A settembre si celebra la sagra del limone della costiera,
caratterizzato dalla buccia spessa detta pane, che è un ingrediente
base per i dolci e per il limoncello, liquore di antica produzione
casalinga, originario di queste zone.
• Il Natale è caratterizzato dall'allestimento dei
presepi. Vengono collocati anche nelle grotte e nelle fontane. Caratteristico
è quello nella Grotta dello Smeraldo a Conca dei Marini,
che per l'occasione diviene meta d una processione subacquea.
• Discesa della stella cometa dal Monte Tabor (24 dicembre)
• Spettacolo di fuochi pirotecnici per il nuovo anno e cantata
delle nenie (31 dicembre)
La notte di Capodanno è animata da gruppi folkloristici ed
è illuminata da fuochi d'artificio.
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| Amalfitani
illustri e contemporanei |
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| Sindaco |
Dott.
Antonio DE LUCA
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| Assessore
all'emigrazione |
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| Prodotti
tipici |
Il
limoncello, i limoni , la carta (Museo della Carta a mano di Amalfi
costituito da un'antica cartiera e da una biblioteca con circa 3.000
testi sulle origini della carta.
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| Link |
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