| Cenni
Storici |
Secondo
alcuni studiosi il toponimo, di chiara derivazione latino-medievale,
significherebbe, letteralmente, “piccole case sul monte pietroso”,
ad indicare le prime, antiche abitazioni indigene costruite sul
monte Pittari. Un primo abitato indigeno, di notevole funzione strategica,
risalente al VII-VI a.C. sorse a guardia della carovaniera –
antica via del sale – che, in epoca arcaica, si snodava lungo
il corso del Bussento e univa il Vallo di Diano con il Golfo di
Policastro. Testimonianza probante di questo insediamento sarebbero
molti frammenti di tegole e di vasi di epoca ellenistica e di alcuni
nuraghi in miniatura che sorgono sulla sommità del monte,
tumuli di pietra grezza in cui forse si seppellivano i defunti.
Altri studiosi ritengono invece che Caselle fu fondata dagli abitanti
della costa di Policastro spintisi all’interno per trovare
rifugio in una zona montuosa meno accessibile ai predoni provenienti
dal mare. Le prime invasioni barbariche indussero gli abitanti dei
borghi a cercare rifugio sulle alture. Caselle è arroccata
su una collina sormontata da una torre di epoca medioevale. Si racconta
che la torre fosse molto più alta dell’attuale e che
sia stata danneggiata dagli atti vandalici di alcuni casellesi che
trovarono comodo servirsi delle sue pietre per costruirvi le loro
dimore. Caselle aggiunse l’appellativo "in Pittari"
dopo l’unità d’Italia.
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