| Cenni
Storici |
La
storiografia ufficiale riteneva che S. Egidio Monte Albino e Corbara
fossero state fondate dai profughi scampati all'eruzione del Vesuvio
nel 79 d.C. I sistemi di costruzione usati dai Romani indicano,
invece, l'epoca dei primi insediamenti nell'Agro Nocerino Sarnese.
Alla distruzione di Nocera (216 a.C.) ad opera di Annibale, parte
della popolazione superstite si trasferì nelle zone limitrofe
in attesa della ricostruzione della città durata trent'anni,
finanziata dal Senato di Roma per ripagare Nocera della fedeltà
a Roma stessa. I primi documenti (1010) che citano Corbara risalgono
a qualche secolo antecedente l'avvento dei Longobardi. La storia
di Corbara si integra con quella di Nocera ed è per questo
che a seguito della seconda distruzione compiuta dai Longobardi,
Nocera non rinacque più sul modello dell'urbe Romana ma come
confederazione di villaggi sparsi. Dalla fine del sedicesimo secolo
Corbara, S. Egidio e S. Lorenzo erano un'unica entità locale.
Nel 1510 il principe Giordano di Capua donò S. Egidio e Corbara,
con territori e anime annessi, al Monastero di S.Trifone di Ravello,
ma mentre con la distruzione di tale Monastero S. Egidio ritornò
a far parte dell'urbe Nuceriae, Corbara continuò presumibilmente
nei secoli ad appartenere alle proprietà del Monastero di
S. Tritone sino alla costituzione, nel 1785, dell'Università
Nocerina. Con la proclamazione del Regno d'Italia, nel 1860, Corbara
conservò la sua autonomia che mantenne anche durante il ventennio
fascista. Nel 1943 le truppe tedesche d'invasione occuparono Corbara
che venne parzialmente distrutta dai bombardamenti alleati e ricostruita
anche con le generose rimesse degli emigranti.
|