EBOLI
Cenni Storici
In mancanza di fonti storiche è difficile stabilire l'epoca della fondazione dell'antica Ebura o Eburi. È certo, però, che la città è antichissima. Le origini sono etrusche o greche. Nel corso del VII secolo a.C. tutta la regione compresa tra il Vesuvio e il Sele era sotto il dominio etrusco, mentre quella che si estendeva a Sud del Sele rimaneva sotto il dominio greco. La presenza degli Etruschi nella nostra pianura, ora denominata Eboli o Pesto, si protrasse per ben quattro secoli. La ricchezza della Piana del Sele e la sua fertilità ben presto attirarono l'attenzione del popolo che abitava l'entroterra: i Lucani. Agli inizi del IV secolo a.C. scesero dai monti. Il baluardo che i Greci avevano presumibilmente costituito ad Ebora non dovette reggere all'urto e i Lucani, nonostante la resistenza dei Greci, potettero insediarsi nella pianura del Sele. Il dominio dei Lucani sarà relativamente breve in quanto l'inarrestabile avanzata di Roma si volgerà ben presto verso la Campania e finirà col fare di Eboli una città romana. Ad attestare la presenza dei Romani presso Eboli, la scoperta di alcune tombe risalenti al III e II secolo a.C.. Con il loro avvento, Eboli diventa un fiorente centro artigiano-commerciale a cui viene riconosciuto il titolo di 'Municipium'. Nebuloso e pieno di incertezze è il periodo che segue la caduta dell'Impero Romano d'Occidente, nel V secolo d.C.. In quell'epoca, la città subì gravi danni ad opera delle orde barbariche, che andavano distruggendo e saccheggiando l'Italia nella loro travolgente avanzata. Tuttavia, ben più ingenti distruzioni subì Eboli in seguito alle scorribande dei Saraceni nel IX e X secolo. Successivamente i Longobardi edificarono alcuni castelli e tra i più muniti del Salernitano è da annoverare quello di Eboli, sorto tra il VIII e il IX secolo. Si formò così il primo nucleo dell'Eboli medioevale. Sotto questa denominazione la cittadina conobbe un periodo di prosperità. I Normanni finirono per mescolarsi alla popolazione locale, lasciandovi un'impronta profonda sia nell'organizzazione sociale sia nella cultura. Successivamente, Eboli acquistò notevole importanza politica specie nelle lotte dinastiche fra Svevi e Normanni. Fino a quando, sotto il regno dello svevo-normanno Federico II (1194-1250), Eboli venne inserita nel Regio Demanio. Eboli intanto cresceva d'estensione e d'importanza, come pure diversi Ebolitani emersero nelle scienze, nelle cariche pubbliche e nelle arti, tra cui Pietro da Eboli (XII secolo), il cantore della Casa Sveva. Durante la successiva dominazione Angioina (XIII-XV secolo) e Aragonese (XV-XVIII secolo) la cittadina visse un periodo di grande splendore, infatti il centro abitato si arricchì con case e palazzi di pregevole fattura e il clero con la piccola nobiltà favorirono un ulteriore espansione dell'edilizia sacra e di opere d'arte. Agli inizi del XVI secolo, ebbe inizio la dominazione spagnola e la situazione civile ed economica del regno di Napoli precipitò ulteriormente. Il feudo, durante la dominazione spagnola, venne assegnato da Filippo II (1527-1598), re di Spagna, come sede di principato. Terminata la dominazione spagnola nel corso del XVIII secolo, durante la quale il regno di Napoli si era immiserito, ebbe inizio un periodo di prosperità. Con l'invasione delle armate francesi del regno di Napoli (1806-1815), ebbe fine l'istituto della feudalità. Con l'unità d'Italia (1861) si affrontarono i problemi più gravi che l'eredità del regime borbonico aveva lasciato, cercando di far rifiorire l'agricoltura e il commercio. Una sostanziale ripresa economica fu raggiunta all'inizio del nostro secolo grazie ai lavori di bonifica. Gli eventi bellici, ed in particolare i bombardamenti del 1943, causarono grandi distruzioni del centro abitato. Il difficile momento postbellico fu superato dagli ebolitani con la ricostruzione del paese e con la riforma agraria.
Distanze chilometriche
da Salerno 33 km , da Napoli 85 km , da Roma 295 km
Come si raggiunge
In auto:
Autostrada A3, Salerno - Reggio Calabria, uscita di Eboli.
In treno:
Stazione ferroviaria di Eboli. (www.trenitalia.it)
In autobus:
Autolinee private collegano il paese con Salerno e Napoli
In aereo:
Aeroporto di Napoli Capodichino a Km. (www.gesac.it)
Cosa visitare

Santuario e Chiesa dei SS. Cosma e Damiano
Il castello Colonna
Chiesa e Complesso Monumentale San Francesco
Monastero e Chiesa di S.Antonio Abate

Festa Patronale
San Vito,15 giugno
Eventi e manifestazioni

Ebolitani illustri e contemporanei
Sindaco
Martino MELCHIONDA
Assessore all'emigrazione
Prodotti tipici
Ortaggi, mozzarella di bufala, taralli all'olio di oliva
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